Tutto pronto per la sesta “Settimana ticinese della Cazzoeula nei giorni della merla”

Tutto pronto per la sesta “Settimana ticinese della Cazzoeula nei giorni della merla”

Giampiero Storelli: “Ecco la ricetta proposta dallo chef Luigi Veronelli”

Il presidente del “Cazzoeula Club Ticino” spiega i motivi per cui ha fondato l’associazione nel 1994: “Volevo valorizzare le pietanze ticinesi. Ma è stato un po’ anche per ritorsione verso mia figlia…”
Prenderà il via giovedì 24 gennaio e durerà fino al 3 febbraio la sesta “Settimana ticinese della Cazzoeula nei giorni della merla”, organizzata da Ticino a Tavola su idea del “Cazzoeula Club Ticino”, presieduto da Giampiero Storelli.
In scia allo straordinario successo riscosso nelle precedenti edizioni, anche quest’anno “sono molti – dichiara Storelli a Liberatv – i ristoranti che hanno deciso di aderire a questa speciale rassegna”.
“La Cazzoeula – continua – è un piatto invernale che continua a riscuotere grande successo, nonostante il passare degli anni.
I segreti per una Cazzoeula perfetta? Esistono innumerevoli ricette e varianti, ma di sicuro non possono mancare piedini, costine, cotenne, testa, la verza e i salamini”.
Ma come si prepara un piatto tanto semplice quanto complesso? Ecco la ricetta fornita dall’Associazione di Storelli al sito di Ticino a Tavola, tratta dal libro “La pacciada – Mangiabere in pianura padana” scritto da Gianni Brera e dallo chef Luigi Veronelli.
“Spacco il piedino di maiale nella lunghezza, lo lavo e lo metto in una casseruola con la cotenne bene raschiate, passate alla fiamma e nettate; li copro abbondantemente d’acqua e passo in cottura a calore moderato. Sgocciolo prima le cotenne, dopo circa di cottura, poi il piedino dopo altri 30-40 minuti; taglio le cotenne a pezzi rettangolari, il piedino a tronchetti; tengo a parte 3 decilitri del liquido di cottura. Taglio a pezzi le costine; bucherello i salamini; sfoglio e lavo le verze. Metto in un tegame il trito e la noce di burro; lo faccio imbiondire a calore moderato; aggiungere le costine, le cotenne e i tronchetti di piedino. Condisco con sale e pepe: bagno con 3 decilitri del liquido di cottura tenuto da parte e faccio prendere l’ebollizione; continuo la cottura per un’ora mescolando sovente; aggiungo salamini e verze e cuocere tutto insieme. Servo caldissimo”.
Nell’anno appena iniziato, il ‘Cazzoeula Club Ticino’ spegnerà le 25 candeline. Un traguardo importante per Storelli e compagni, anche se il presidente è intenzionato a gettare la spugna. “Ho 81 anni, non ho più tutte le energie di un tempo. L’associazione è nata con lo scopo di valorizzare le pietanze ticinesi, anche se la Cazzoeula, qui in Ticino, è stata importata dalla Brianza. Non a caso, durante la rassegna, i ristoranti del Mendrisiotto sono presi d’assalto”.
“Il secondo motivo per cui ho fondato questo club di amici è un po’ per ritorsione verso mia figlia. Mi spiego, abitavamo nel Bellinzonese e lei continuava a dire che a Lugano c’era il McDonald’s e ristoranti vari, mentre Bellinzona era una città di miseria. Poi sono spuntate le prime pizzerie e i primi kebabbari. A quel punto mi sono detto: “ma perché non valorizzare e dare importanza ai nostri piatti e le loro tradizioni…””.

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