Déjeuner au Château con provocazione: il Governo crei il Dipartimento dell’enogastronomia

Déjeuner au Château con provocazione: il Governo crei il Dipartimento dell’enogastronomia

Dal portale Liberatv.ch, un articolo di Marco Bazzi

Gli chef stellati di “Sapori Ticino” al Castello di Morcote, tra lago, vigneti e antica pietra.Cronaca di una giornata di grandi sapori. E sul Dipartimento non stiamo affatto scherzando: il Ticino ne avrebbe tanto bisogno

VICO MORCOTE – Il luogo è: il Castello di Morcote, tra la collina che domina Vico e il fitto bosco che sale fino all’alpe Vicania. Una tenuta spettacolare dove ti sembra che i vigneti affondino le radici nel lago.

Su quella terra ricca di frammenti di porfido rosso, originati da antichissima lava vulcanica, sorge, a strapiombo sul Ceresio, che lì si stringe tra il San Giorgio e l’Arbostora, un castello medievale dove si narra abbia soggiornato anche il Barbarossa.

In questo incantevole scenario, tra vigneti che producono vini di grande intensità, si è svolto ieri il Déjeuner au Château, uno degli appuntamenti della rassegna di alta gastronomia “Sapori Ticino”.

E se il luogo è il Castello di Morcote, i nomi sono: Gaby Gianini, la padrona di casa, Michele Conceprio, l’enologo della tenuta, e Dany Stauffacher, padre e anima di Sapori Ticino.

Ai fornelli si sono confrontati quattro chef “stellati” di altrettanti ristoranti italiani: Emanuele Scarello, Philippe Léveillé, Alfio Ghezzi ed Enrico Recanati.

Il tema era il pesce, declinato tra mare e acqua dolce: dal biscotto ghiacciato di scampi ai tortelli di granzoporo con brodo di asparagi, fino al temolo con frutta e verdura in agrodolce. Per chiudere con un capolavoro di pasticcieria firmato da Recanati. Esperienza enogastronomica fantastica e profumi e sapori dei piatti e dei vini esaltati da un paesaggio incantevole. Non potevano mancare il sindaco di Vico, Giona Pifferi, e il ministro Norman Gobbi, al quale il Governo dovrebbe affidare – dopo averlo creato, scorporando dalla Sezione agricoltura il vasto mondo dei prodotti del territorio – il Dipartimento dell’enogastronomia. E non stiamo affatto scherzando: il Ticino ne avrebbe tanto bisogno.

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