Ispettore anche attraverso il concorso

Ispettore anche attraverso il concorso

Dal Giornale del Popolo | Polizia – Losanna ha respinto il ricorso, in vigore la nuova modalità di assunzione – Norman Gobbi: «La via privilegiata resterà comunque quella interna, quella che prevede almeno
cinque anni come gendarme. Ma per eventuali bisogni possiamo anche rivolgerci all’esterno».

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso della Federazione svizzera funzionari Polizia sezione Ticino a proposito della nuova modalità di assunzione nella Polizia giudiziaria.

La regola per la quale c’è la possibilità, a precise condizioni, di venir assunti direttamente attraverso
concorso pubblico quale ispettore in polizia giudiziaria, viene quindi introdotta.

Ricordiamo che nel febbraio del 2016, il Gran Consiglio aveva adottato alcuni cambiamenti della legge sulla polizia, con i quali aveva stabilito una nuova formula di assunzione, a fianco di quella classica basata sull’esperienza acquisita presso la gendarmeria della Polizia cantonale, rispettivamente di nomina presso la Polizia giudiziaria.

Queste modifiche, proposte dalla direzione della Polizia cantonale, perseguono l’obiettivo di trovare un equilibrio adeguato tra ispettori di Polizia giudiziaria con un percorso formativo ed esperienze professionali vantaggiose nell’ottica della sempre più impegnativa e complessa attività di inquirente e futuri ispettori che
invece hanno maturato altrettanto importanti e valide competenze nella loro attività di agente di polizia. Al contempo viene garantita agli aspiranti ispettori provenienti dall’esterno una formazione di base che li porti all’ottenimento dell’attestato professionale federale di agente di polizia, seguita da un periodo pratico destinato all’introduzione alla professione.

Il ricorso sollevava una serie di censure secondo le quali le norme sarebbero state lesive della Costituzione federale. Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, il Tribunale federale ha deciso che le norme e il preciso messaggio legislativo rispettano il diritto superiore.

Con questa decisione il Tribunale federale non fa altro che confermare la validità giuridica della modifica proposta. Respingendo il ricorso l’Alta Corte convalida la proposta della direzione della Polizia cantonale e dunque la volontà di disporre sia di ispettori provenienti dai ranghi della gendarmeria che di ispettori provenienti dall’esterno. Questi ultimi dovranno però disporre di una formazione e di competenze specifiche, così come seguire la necessaria istruzione di base allo scopo di conseguire l’attestato federale di agente di polizia.

Tale decisione, che permetterà il reclutamento di ispettori a partire dalla prossima selezione anche con questa nuova modalità, fornirà i mezzi per rinforzare ulteriormente i ranghi della Polizia giudiziaria al fine di ancor meglio fronteggiare le nuove forme di criminalità. Tramite le due modalità di assunzione si mira a valorizzare le sinergie che deriveranno dalle differenti esperienze e formazione dei due percorsi professionali.

Per una reazione a caldo abbiamo sentito il responsabile del DI Norman Gobbi. «Una prova l’avevamo già fatta ed era funzionata bene in quanto i candidati che si erano presentati erano di qualità. Quindi questa scelta, oltre che dal punto di vista giuridico, anche da quello operativo è giusta. L’obiettivo non è quello di eliminare la normale via per diventare ispettore e cioè l’accesso alla scuola di ispettore, solo dopo 5 anni come gendarme, ma quella di permettere un’alternativa. Per ora non abbiamo obiettivi numerici. Non sappiamo ancora quanti seguiranno questa strada. Dipenderà da quanti gendarmi decidono di seguire la scuola per ispettori. La via privilegiata, quindi, resta quella interna. Ma se questa non basta, alimenteremo gli ispettori dall’esterno».

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