Lega «Guardia alta, il PLR è dietro l’angolo»

Lega «Guardia alta, il PLR è dietro l’angolo»

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Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 21 gennaio 2019 del Corriere del Ticino

Alla festa leghista fissati gli obiettivi elettorali: confermare i due consiglieri di Stato e crescere in Parlamento.
Zali: “I liberali radicali non mirano al seggio del PS”
Gobbi: “Corriamo con l’UDC, perché nulla è scontato”

Salametto, polenta, brasato e un buon Merlot ticinese a bagnare il tutto. Le tradizioni non vanno cambiate e, come alla vigilia delle cantonali del 2015, la Lega ha lanciato la sua campagna verso il 7 aprile al capannone di Pregassona. Seicento le porzioni previste, per altrettante persone accorse alla festa del movimento di via Monte Boglia. E tra un canto popolare e un selfie con il candidato preferito, sono state presentate le liste per il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio. L’obiettivo? C’è chi come il sindaco di Lugano Marco Borradori che ha invitato a restare con i piedi ben piantati a terra: “La Lega è ormai una realtà consolidata, ma basta un passo falso per creare degli squarci che altri partiti sarebbero subito pronti a occupare. Ricordo che nel 2015 abbiamo staccato il PLR solo per 400 schede. Teniamo dunque duro, questa è la battaglia più importante». Borradori ha inoltre difeso l’alleanza con l’UDC: “Ho percepito malumore e amarezza, ma questo è un sentimento sbagliato. L’unione delle forze è una scelta strategica, anche in prospettiva. Avere le spalle coperte dal primo partito nazionale non è qualcosa di scontato”. Parole, queste, che si sono parzialmente scontrate con quelle del consigliere di Stato uscente Claudio Zali: “Solo noi garantiamo di governare senza secondi fini e senza dover rispondere a un partito nazionale. Abbiamo le mani libere e i ticinesi lo sanno”. Zali non ha mai menzionato l’UDC, ma su un aspetto ha seguito Borradori, indicando a più riprese il principale avversario politico: “Il PLR è dietro l’angolo, non credete che miri al seggio del PS. La loro lista guarda a destra, è evidente. È tornato il tempo di contarsi e cruciali saranno le schede di partito». Zali ha quindi posto l’asticella per il 7 aprile: «Confermare il sottoscritto e Norman in Governo e crescere in Parlamento. Sono fiducioso, nell’aria c’è la stessa elettricità di 4 anni fa”.

Attenti a quei due o a quei tre?
Un obiettivo condiviso anche dal collega Norman Gobbi: “È giunto il momento di rilanciare la necessità di avere due leghisti in Governo”. Gobbi ha quindi difeso il matrimonio con i democentristi: “Questa volta corriamo con l’UDC, perché nulla è scontato e l’attuale assetto non potrà durare per sempre”. Lanciando lo slogan “identità, sicurezza e territorio”, Gobbi ha poi difeso il proprio operato e attaccato gli avversari: “Immaginate se alla testa del Dipartimento delle istituzioni vi fosse un socialista, chiamato a decidere sulla politica d’immigrazione. Chi mi dà del fascista 50 anni fa difendeva brigatisti come Lojacono Baragiola, per il quale ritengo sia giusto rendere conto al Paese di origine dando seguito alla richiesta di Matteo Salvini”. Tornando alla corsa al Governo, se Gobbi e Zali sono scesi in campo al motto di «Attenti a quei due”, altri contendenti hanno voluto osare. “Attenti a quei due, ma c’è anche un terzo” ha affermato Daniele Caverzasio: “Perché no, sogniamo una maggioranza chiara in Consiglio di Stato” ha rilevato, alludendo al terzo seggio e invitando i presenti “a non mollare. Nei Comuni c’è ancora chi si vergogna di affermare di essere leghista. Non fatelo: bisogna essere orgogliosi di appartenere alla Lega. Dobbiamo continuare a essere presenti dove c’è difficoltà e ingiustizia. Prima i ticinesi”.

Niente Sardegna per il conte zio
Un messaggio, quello finale di Caverzasio, molto vicino al “primanostrismo” democentrista, difeso a spada tratta di fronte ai presenti anche dai due candidati UDC Piero Marchesi e Roberta Soldati. “A sinistra – ha evidenziato il presidente democentrista – ci si sfalda, a destra invece ci uniamo e siamo più forti. Nella nostra agenda politica, prima di tutto, ci sono i ticinesi. E in tal senso anch’io ho un sogno: tre nostri consiglieri di Stato che possano dare le giuste risposte ai cittadini”. Cittadini che, ha affermato Soldati, «devono poter tornare a decidere liberamente senza essere continuamente costretti a vigilare sul rispetto delle decisioni prese”. Esponente femminile della lista, Soldati ha pure aggiunto: “Rappresento le donne, ma non per una questione di quote rosa, che sono una boiata. Piuttosto voglio impegnarmi su misure puntuali a favore della conciliabilità tra famiglia e lavoro”. Ad accompagnare gli applausi ai candidati al Governo sono quindi stati quelli ai 90 in corsa per il Parlamento. E tra loro è tornato a fare capolino Attilio Bignasca. “Niente Cuba e niente Sardegna, a volte ritornano” ha dichiarato Antonella Bignasca, chiamando “il conte zio” sul palco. Da parte sua il diretto interessato ha motivato così la nuova discesa in campo: “Perché credo che il popolo ticinese meriti un Gran Consiglio più reattivo e meno polemico, rispetto a quello attuale. E penso che la mia esperienza possa servire in questo senso”. Per l’ex coordinatore “crescere in termini percentuali il 7 aprile sarà difficile”, mentre secondo la figlia “se il terzo consigliere di Stato è impossibile, un buon risultato sarebbe la conquista di un seggio in più in Parlamento”.

I candidati della Lega Al Gran Consiglio

Luganese
Eolo Alberti, Sabrina Aldi, Luisa Aliprandi, Carmen Benagli, Lukas Bernasconi, Gianmaria Bianchetti, Attilio Bignasca, Boris Bignasca, Philippe Bouvet, Antonio Caggiano, Gabriele Caldelari, Jon Campagna, Felice Campana, Daniele Casalini, Andrea Censi, Claudio Firpo, Michele Foletti, Marina Leardo, Guido jr. Lepori, Nicholas Marioli, Massimo Masucci, Maloa Morandi-Realini, Alessandra Noseda, Maruska Ortelli, Enea Petrini, Caprice Prestinari, Stefano Quadri, Paolo Ronchetti, Amanda Rueckert, Giancarlo Seitz, Marco Taminelli, Pierre Vescovi, Raffaella Zucchetti.

Locarnese
Fabio Badasci, Omar Balli, Glen Brändli, Bruno Buzzini, Valentina Ceschi, Darwin Dadò, Mauro Damiani, Jackie De Carli, Marzio Demartini, Bea Duca, Antoine Durighello, Ewan Freddi, Alessandro Gnesa, Marco Grassi, Orlando Guidetti, Carlo Maggetti, Marco Radaelli, Nenad Radivojevic, Marco Rogantini, Ivan Sargenti.

Bellinzona
Devis A Marca, Elia Ambrosini, Joel Bognuda, Claudia Boschetti-Staub,Natasha Caccia, Alberto Dellamora, Giulio Deraita, Patrizio Farei, Norma Ferrari-Conconi, Matteo Gadoni, Sem Genini, Michele Guerra, Lelia Guscio, Luca Madonna, Mattia Melera, Mauro Minotti, Giovanni Morici, Barbara Pervangher, Pascal Schultess, Matteo Simoni.

Mendrisiotto
Orlando Anastasi, Gianpaolo Betti, Claudio Canonica, Daniele Caverzasio, Antonella Cristinelli, Katia Fabris, Ivano Lurati, Roger Lustenberger, Fabio Martello, Andrè Prada, Massimiliano Robbiani, Simona Rossini, Gianfranco Scardamaglia, Lorenzo Solcà, Enrico Spadini, Stefano Tonini, Andrea Zanini.

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