L’impossibilità di un’aggregazione Val Colla-Capriasca

L’impossibilità di un’aggregazione Val Colla-Capriasca

Di recente sulle pagine dei quotidiani ticinesi è apparsa la lettera del municipale di Capriasca Matteo Besomi. La proposta fatta è quella di aggregare la Val Colla al Comune di Capriasca, in alternativa a quella in corso tra la Val Colla e Lugano. Il suggerimento è stato fatto dopo aver appreso della notizia che il Cantone finanzierebbe con 36 milioni di franchi in 10 anni l’unione tra la Città di Lugano e la Val Colla e che manterrebbe per i prossimi 4 anni i contributi di livellamento a sostegno dell’aggregazione della Val Colla con Lugano, Cadro e Sonvico.
Il tema è stato oggetto di specifiche riflessioni fatte in occasione del progetto “Capriasca bis” con l’avvio dello studio richiesto dal Consiglio di Stato e con la creazione di una commissione di studio formata su istanza dei rappresentanti dei Municipi di Capriasca, Bidogno, Corticiasca e Lugaggia. Esso ha preso in considerazione lo scenario Capriasca-Val Colla e ha messo in evidenza diversi fattori. Sarebbe naturale sia dal punto di vista territoriale e dei servizi che la Val Colla – o perlomeno la sponda destra del Cassarate – confluisse in una nuova entità comunale con la Capriasca. Le realtà storiche dei secoli scorsi hanno però reso incline la Val Colla a volgersi più verso Sonvico che verso Tesserete.
Questa eventualità “naturale” ha portato al convincimento del contrario. Tutto ruota attorno al fattore economico legato alla vastità del territorio in questione. La Val Colla causa dei costi infrastrutturali ricorrenti importanti rispetto alle risorse a disposizione. Costi non sopportabili per il Comune di Capriasca; senza un cospicuo aiuto annuo di origine esterna i conti potrebbero essere pareggiati con il rischio di dover portare il moltiplicatore al 100%.
I 36 milioni di franchi ipotizzati nel caso di un’aggregazione con Lugano non sarebbero direttamente trasferibili – a differenza di quanto asserisce il signor Besomi – su un progetto di aggregazione con Capriasca. La cifra tiene oggettivamente conto di altri elementi quali il ruolo d’agglomerato di Lugano e il fatto che l’erogazione dell’incentivo favorisce anche l’aggregazione di Sonvico e di Cadro.
La logica territoriale dunque suggerisce il matrimonio Val Colla-Capriasca, mentre la logica economica nell’attuale quadro di riferimento perequativo lo proibisce. Dagli incontri con i rappresentanti dei Comuni di Bogno, Certara, Cimadera e Valcolla sono emerse preoccupazioni per alcune situazioni che si trascinano stancamente da tempo. L’interesse mostrato dai Comuni citati è quello di favorire un’aggregazione con la Città di Lugano. Le quattro municipalità dell’Alto Cassarate hanno segnalato pure la volontà di accelerare il percorso aggregativo con la Città di Lugano ormai polo, che in questi anni ha dimostrato di volere l’aggregazione con la Val Colla. Lo ha fatto compiendo studi e gettando le basi strategiche per quest’unione. Val Colla che costituisce una valenza territoriale importante. La soluzione prospettata da Besomi comporterebbe la perdita temporanea di un progetto completo che lega anche Sonvico e Cadro; un percorso questo che ha portato ad essere convincente la soluzione Val Colla-Lugano.
Lo studio compiuto ha evidenziato inoltre che qualora vi fossero ulteriori fasi aggregative per Capriasca, occorrerebbe considerare dapprima una proposta che preveda la riunificazione con la Bassa Pieve. Ossia con Origlio e Ponte Capriasca. Un discorso che non è facile e neppure d’attualità in questi Comuni: di recente sono stati coinvolti in un processo che ha portato alla creazione di una commissione intercomunale con il conseguente inizio dello studio sugli scenari di una possibile aggregazione e sulla fattibilità di questa proposta.
L’ipotesi fatta dal signor Besomi è dunque plausibile, ma non consigliabile per il bene soprattutto economico del Comune di Capriasca.

di Norman Gobbi
Consigliere di Stato,
Direttore del Dipartimento delle Istituzioni

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