Una delegazione del Consiglio di Stato incontra il Presidente della Confederazione

Una delegazione del Consiglio di Stato incontra il Presidente della Confederazione

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Una delegazione del Consiglio di Stato ha incontrato oggi a Berna il Presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann – accompagnato dai Segretari di Stato Jacques de Watteville e Mario Gattiker e dal Responsabile del Settore Sorveglianza del mercato di lavoro Rolf Gerspacher – per un aggiornamento reciproco su diversi temi di attualità, comprese le votazioni cantonali del 25 settembre scorso sulle iniziative popolari «Prima i nostri!» e «Basta con il dumping salariale in Ticino!». Il Governo ticinese ha colto l’occasione per ribadire la chiara indicazione delle cittadine e dei cittadini ticinesi a favore dell’introduzione di una preferenza indigena sul mercato del lavoro.

La delegazione del Governo ticinese – composta dal Presidente Paolo Beltraminelli e dai Consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi, accompagnati dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri e dal Delegato per le relazioni esterne Francesco Quattrini – ha anzitutto esposto i possibili scenari per l’applicazione dell’iniziativa cantonale costituzionale «Prima i nostri!», che saranno valutati il mese prossimo dal Gran Consiglio. È stata poi illustrata la procedura con la quale il Governo intende applicare le indicazioni del controprogetto all’iniziativa contro il dumping salariale, anch’esso approvato lo scorso 25 settembre. L’obiettivo di fondo è che le nuove norme – che si aggiungono alle misure introdotte negli ultimi anni – rendano più efficace la lotta agli abusi sul mercato del lavoro ticinese, a vantaggio dei lavoratori e delle imprese che operano in Ticino.

In merito all’applicazione del nuovo articolo 121a della Costituzione federale – come già espresso settimana scorsa nel corso dell’audizione di fronte alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati – il Consiglio di Stato ha poi ribadito la propria preoccupazione per la mancanza di incisività delle formulazioni relative alla preferenza indigena contenute nella versione approvata dal Consiglio nazionale.

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